Le mamme ogni giorno possono conoscere e confrontarsi con tante diverse professioniste che svolgono il loro lavoro di cura e di supporto alla maternità e alla genitorialità. Sono tante le opportunità che si presentano alle mamme nel corso della loro gravidanza, post-parto e i primi tempi con i loro figli: possono essere degli incontri informativi in centri vicini a loro, dei momenti di condivisione e di cerchio con altre mamme o dei post o video trovati online.

Ti sei mai chiesta perché, tra tutte le professioniste competenti nella tua stessa materia, le mamme dovrebbero scegliere proprio te?
Non è una domanda che implica una presunzione da parte tua, ma una semplice presa di coscienza. É davvero importante che tu abbia la risposta a questo quesito, perché si riflette anche in tutta la tua presentazione e comunicazione.

In questo articolo ti guido nella ricerca delle tue risposte personali a questo “perché” e a come puoi comunicarle.

Il primo aspetto che, sono abbastanza sicura, ti sarà venuto in mente riguarda la tua formazione e preparazione per il ruolo che svolgi. 

⭐ Essere competente e aggiornata sul tuo ambito è di certo un prerequisito per essere scelta.


É sufficiente per orientare la preferenza di una mamma nei tuoi confronti rispetto ad un’altra professionista? Purtroppo no.
Possiamo immaginare che le mamme facciano una ricerca preventiva, prima di contattare te o altri, in cui si accerteranno anche delle tue competenze ma non baseranno la loro decisione finale su questo punto.

Quindi è sicuramente importante formarsi e restare aggiornata ma non basterà elencare i tuoi corsi per incoraggiare una mamma a sceglierti.

Un secondo aspetto, spesso sottovalutato dalle professioniste materno-infantili, è legato alla vicinanza e alla connessione con le mamme, che va ricercata a livello personale oltre che professionale.

Non è sufficiente che le mamme capiscano di avere di fronte una professionista capace ed empatica, per potersi affidare a te dovranno anche conoscerti meglio. Entra qui in campo una serie di emozioni personali che giocano un ruolo essenziale nelle loro decisioni e che spesso non sono tanto considerate.

Per poterti conoscere un po’ dovranno scoprire qualcosa di più sulla tua persona, oltre che sulla professionista che sei.


Esporsi un po’ anche come persona (su argomenti che decidi tu, con limiti ben chiari) e non solo come professionista è un passaggio non facile, ma necessario perché le mamme, come tutti, ricercano innanzitutto una persona a cui affidarsi. 

L’ultimo aspetto da tenere a mente nel processo di scelta delle mamme riguarda la capacità di rispondere a un loro bisogno specifico.

Una volta che hanno potuto apprezzare la tua competenza e si sarà creata anche una connessione umana e personale, le mamme devono sentirsi sicure che tu sei la professionista che fa al caso loro.

⭐ É arrivato il momento in cui chiederti: i tuoi servizi rispondono a un bisogno reale delle mamme e dei papà? C’è qualcosa che va adattato per andare di più incontro alle loro esigenze?
Dopo aver aperto il dialogo con loro e averli ascoltati, potrai sapere se stai proponendo esattamente quello di cui una mamma ha bisogno.

Ti ho accompagnata attraverso 3 passi importanti, 3 domande a cui dare la tua risposta, 3 azioni da compiere con la tua comunicazione. Seguili per far sì che le mamme ti scelgano.

Sei una libera professionista che si prende cura delle mamme e vorresti farti conoscere dal più alto numero possibile di mamme e papà vicini a te.  Quello che ti chiedi è: come puoi rendere la tua comunicazione più efficace per arrivare a quelle mamme e a quei papà?

In questo articolo ti parlo di 3 modi semplici in cui puoi migliorare la tua comunicazione già da oggi, per farti conoscere dalle mamme e dai papà del tuo territorio e online.

Proviamo ad analizzare insieme com’è fatta una comunicazione efficace, per poi capire come possiamo migliorare la nostra.

Ogni comunicazione si compone di due elementi: 

  • il contenuto: ovvero le informazioni che passiamo con il nostro messaggio,
  • la relazione: vale a dire tutte le altre informazioni (non verbali o non scritte) che trasmettiamo ad esempio con la nostra postura, il nostro tono di voce, lo sguardo, i movimenti, i gesti etc.

Adesso che abbiamo iniziato a mettere a fuoco questi due aspetti, è il momento in cui chiederci: cosa possiamo cambiare nella nostra pratica di comunicazione?
Andiamo a scoprirlo in modo concreto per questi due aspetti di ogni nostra comunicazione: il contenuto e la relazione.

Condividi un contenuto chiaro, personalizzato e personale:

Il contenuto è il messaggio che scriviamo, mandiamo, condividiamo. Per essere il più efficace possibile deve avere 3 caratteristiche: deve essere chiaro, personalizzato e personale.

 

  1. Chiaro e scorrevole

Solo così possiamo aiutare davvero i genitori a capirlo in modo facile e intuitivo.

Un testo poco chiaro è lungo, senza pause, magari infarcito di termini tecnici che i neo-genitori non conoscono e quindi non possono capire.

Prova a far così:

Rileggi ogni post o testo che scrivi ad alta voce.

Chiediti:
Ci sono le giuste pause?
Si legge senza sforzo?
E poi mettiti nei panni di una persona che non ha la tua formazione e legge quelle informazioni per la prima volta.
Capirebbe tutto?

2. Personalizzato 

Un contenuto è personalizzato quando è preparato in modo che sia perfettamente adatto per le persone a cui ci riferiamo, quindi pensato apposta per le mamme e i papà.

Ciò che non serve a nessuno è un contenuto generico e poco specifico. Un testo generalistico che va bene per tutti.

Prova a fare così:

Prima ancora di scrivere un post o un’informazione su un volantino, poniti la domanda preventiva:
É davvero utile per loro questa informazione?
Li sto aiutando?

3. Personale, dietro ci sei tu.

Che forma ha un contenuto personale? La risposta è: dipende da te.
Come sei fatta tu come professionista? Quali sono gli aspetti di te che valorizzi con la tua professione?

Ecco, un contenuto personale è quello che rispetta i nostri valori e fa capire un po’ della nostra personalità.

Per intenderci, un contenuto neutro, oggettivo, un po’ simile ad un’enciclopedia non è un contenuto personale. I concetti espressi saranno giusti ma saranno uguali a tutti gli altri.

Prova a fare così: 

Prima di preparare un nuovo contenuto, simile a tutti gli altri, prenditi un momento di tempo per farti queste domande:
Come formulerei questo concetto se fossi lì insieme a dei neo-genitori o a una mamma in gravidanza che affronta questa situazione per la prima volta?
Posso renderlo più gentile o più personale?

Poni attenzione alla relazione che vuoi creare:

Proseguiamo con il secondo elemento che caratterizza ogni nostra comunicazione: il tipo di relazione.

Prima di iniziare qualsiasi comunicazione ti invito a chiederti: Che relazione vorrei creare con le persone?
Come puoi favorire la creazione di relazioni come quelle che desideri?

  1. Mettiti davvero in ascolto.

    Rispetta sempre le persone che hai di fronte o che ti leggono.  Parti da loro, dalle loro esigenze, dai loro desideri. Come puoi conoscerli se non glieli chiedi e li ascolti attentamente?

Prova a far così:

Quando prepari un post o registri un video chiediti:
Sto esprimendo un giudizio o sono aperta a tutto quello che può arrivare?
Sto creando un’occasione per sapere cosa provano le mamme a cui mi rivolgo?

Con la mia comunicazione sto favorendo una risposta di un certo tipo?

2. Parla di esperienze vissute e casi concreti

Supportiamo la creazione di una relazione quando riusciamo a iniziare un dialogo personale e sincero con una mamma, che sia dal vivo o attraverso i messaggi di un social.

Inutile parlare solo di situazioni generiche, “da manuale”. Perché una mamma dovrebbe dialogare con un manuale?

Prova a fare così:

Riporta e condividi un’emozione o un’esperienza. Se te la senti potrebbe essere ciò che hai vissuto tu per prima in una situazione specifica.

3) Trova il modo di comunicare fatto per te

Alimentiamo le relazioni quando noi per prime ci sentiamo bene mentre comunichiamo perché abbiamo trovato il nostro modo di comunicare personale.

Seguire i format e gli stili di comunicazione degli altri, sforzandoci di fare come loro, è inutile e controproducente.

Prova a fare così:

Concentrati e ripensa a quale è la forma di comunicazione ti fa sentire meglio (voce, video, testo…). Eleggila come forma di comunicazione principale a cui dedicherai tempo ed energie. Sarà anche quella che ti porterà a costruire più relazioni autentiche. 

Iscriviti al Percorso Trova la tua unicità, per le professioniste della maternità

Per rendere la tua comunicazione più personale ed efficace, ti invito a seguire il Percorso gratuito: Trova la tua unicità e saprai sempre cosa scrivere. 

Puoi iscriverti quando vuoi e per 5 giorni riceverai un’email al giorno nella quale ti accompagno alla ricerca dei temi cardine della tua comunicazione da professionista.
Seguendo il percorso riceverai la mia guida (in formato di testo e di video) e i template che puoi scaricare per fare gli esercizi in autonomia.

 

Alla fine del percorso gratuito avrai individuato i 5 temi personali che ti distinguono e ti sentirai più convinta e sicura nella tua comunicazione professionale.

 

Tra le domande più quotate delle professioniste che comunicano online c’è questa: “Come posso farmi trovare dalle mamme?”

La risposta non può essere una soltanto. Ogni professionista potrebbe crearsi un piano in più step, da seguire per riuscire ad essere presente in quei luoghi (reali e virtuali) dove le mamme cercano informazioni, cercano supporto, cercano condivisione.

Personalmente consiglio sempre di partire con l’ascoltare le mamme a cui ci rivolge, prima di muoversi in qualsiasi direzione. Dopo ci si può mettere a ragionare sui diversi punti di contatto che esistono già tra noi e le mamme a cui vorremmo parlare. Unirsi ad altre professioniste materno-infantili aiuta sia a creare proposte più complete sia a comunicare ad un pubblico più vasto. Dall’ascolto possono nascere anche i temi di cui parlare, che sia in incontri sul territorio o nella propria comunicazione online.

In questo articolo ti racconto quali sono i primi step per farsi trovare, che consiglio di solito ad una professionista che supporta le mamme. Ogni step è una domanda a cui trovare la propria personale risposta.

1. Sai dove sono le mamme?
Hai già fatto delle riflessioni su dove possono effettivamente trovarsi tra loro le mamme?


Questa è la prima domanda da farsi. Se vuoi essere trovata dalle mamme, infatti, devi sapere dove essere presente e quali luoghi frequentare tu per prima.

E mi raccomando: considera sia i luoghi fisici intorno a te sia i luoghi online, come i forum, i Gruppi Facebook di mamme di un paese o una città, i profili Instagram di professioniste del settore molto seguite dalle mamme.

Cerca le tue risposte su dove ti aspetteresti di trovare le mamme.

Prepara la tua lista: segna su un foglio o sul cellulare o sul pc tutti i luoghi in cui ti aspetti di trovare delle mamme.

Dopodiché ti invito anche ad andare a vedere se ci sono davvero. Questa fase di verifica e di ricerca è fondamentale per accertarti che le persone a cui ti rivolgi frequentino i luoghi che ti aspetteresti.

Hai controllato? Adesso possiamo passare al prossimo step:

2. Sei presente nei luoghi dove si trovano le mamme?
Avete dei punti di contatto in comune?

Se ancora non ci sei, ti propongo di pensare ad un piano graduale per iniziare a presidiare i luoghi più strategici in cui intendi farti trovare dalle mamme giuste per te.

Cosa intendo per piano graduale? Parti con selezionare al massimo 3 posti, tra quelli che hai scritto nella tua lista.

Scegli 3 luoghi che pensi possano essere molto favorevoli per incontrare delle nuove mamme e per farlo anche nel modo che più ti senti.

Partirai da quei 3 luoghi.

Se sono dei posti fisici vicini a te, inizia con il pensare uno per uno se hai già qualche contatto al loro interno che possa introdurti o preparati per andare a presentarti e far conoscere quello che fai. In caso di luoghi virtuali, come forum, gruppi o pagine sui social, inizia a frequentarli in modo regolare, partecipando alle conversazioni se toccano degli argomenti che ti competono, offrendo il tuo supporto o esprimendo la tua opinione professionale nei commenti.

Se sei già presente nei luoghi frequentati dalle mamme con cui desidereresti lavorare, potrebbe essere l’occasione per fare una panoramica di insieme e di rivedere un po’ la tua presenza. Ha bisogno di essere aggiornata? Le informazioni sono corrette? Hai lasciato un po’ indietro la tua partecipazione?

Potrebbe darsi che in alcuni luoghi non abbia più senso esserci come prima, per andare alla ricerca di nuovi punti di contatto. Oppure potresti renderti conto di essere presente in troppi luoghi diversi e non riuscire a gestirli tutti come vorresti. Sfrutta questo momento per fare un po’ il punto e selezionare solo i punti più importanti.

3. In che modo sei presente in questi luoghi?
La tua è una presenza ragionata e strutturata o saltuaria e incostante?

La terza domanda, dal punto di vista comunicativo è la più importante. Una volta che hai la tua lista di luoghi vicini e virtuali dove puoi farti trovare dalle mamme, infatti, è il momento di capire cosa possono pensare le mamme una volta che ti hanno individuata e conosciuta.

Per aiutarti in questo terzo step prova a chiederti questo: quando una mamma in linea con te dovesse venire in un centro nel quale tieni un incontro gratuito, entrare nella tua pagina sui social o prendere un tuo volantino, che impressione si farebbe nei primi 5 secondi?

Che emozione proverebbe?

Sarebbe tutto chiaro per lei da capire?

Per quanto riguarda i tuoi luoghi virtuali, ti consiglio di guardare i tuoi profili social e il tuo sito come se fosse la prima volta che li vedi.

Immedesimati in una mamma che non sa niente di te se arriva nella tua pagina Instagram dalla tua bio e dai tuoi ultimi post ha la possibilità di capire subito di che cosa ti occupi e se fai per lei?

I primi secondi sono quelli in cui ci facciamo un’idea della professionista che abbiamo di fronte e delle informazioni che dà. Capiamo subito se sta parlando anche con noi e potrebbe interessarci.

Quindi tu, professionista materno-infantile che comunica anche online, cosa puoi fare?

Riporre grande attenzione alle informazioni presenti su ogni canale che hai scelto di presidiare, devono essere aggiornate, chiare e personali. Questo perché il passo successivo al farci trovare, è che le mamme giuste per noi ci scelgano.


Vorresti essere trovata dalle mamme in linea con te?

Se vorresti che le mamme giuste ti trovassero e senti il bisogno di un supporto, con la consulenza Primi Passi puoi lavorare insieme a me proprio su quelle azioni che possono aiutarti ad essere trovata dalle mamme.
Scopri di più sulla consulenza nella pagina dedicata a Primi Passi

“Bello ripartire…ma, in concreto, da dove posso ricominciare con la mia comunicazione professionale”?

Le vacanze, ahimè, sono finite e tu non vedi l’ora di avere del tempo di qualità per occuparti a pieno della tua attività personale che ti permette di avvicinarti alle mamme e di supportarle.

Quando ci pensi però senti salire anche dei dubbi e una grande domanda si affaccia: da dove posso riprendere a comunicare? Pubblico facendo finta che la pausa non ci sia stata? Devo pubblicare di più, di meno, quanto?

Capisco bene che da una parte ci sia la voglia di tornare a comunicare online con le mamme e dall’altra salga anche un po’ di ansia portatrice di innumerevoli dubbi.

Leggi questo articolo per ripartire insieme a me, scrollandoti di dosso l’ansia e in 3 piccoli step.
Alla fine dell’articolo troverai anche il template Riparti da qui: un documento da scaricare che potrai compilare man mano seguendo i miei consigli.

Premessa: ti sconsiglio di partire in quarta scrivendo post o registrando video un po’ a caso, solo per riempire con qualche contenuto le tue pagine social.

Perché te lo sconsiglio? Perché non è quello che serve a te, perché non ti darebbe soddisfazione e ogni giorno al pensiero della comunicazione “da riempire” ti verrebbe male. Soprattutto non è quello che serve alle mamme che ti seguono. Loro beneficeranno della tua presenza online se questa sarà serena, autentica, ricca di valore. Non è forse esattamente la stessa cosa anche offline?

Ti guido allora in 3 piccoli passi per ripartire in maniera ragionata e sostenibile.

1. Qual è il tuo obiettivo? 

⭐ Quando ti senti pronta per ricominciare davvero, usa il tempo che hai a disposizione per ascoltarti, per pensare, per capire. Senza produrre niente di concreto.

La tua comunicazione è uno strumento magnifico che può e dovrebbe portarti da qualche parte. Se vuoi puoi pensare alla tua comunicazione come a un magnifico veliero, capace di solcare le onde e condurti più vicina alle mamme a cui ti rivolgi.

Chiediti: dove vuoi arrivare?

Parti da quello che desideri, come professionista della maternità, e dagli obiettivi che ti poni.

Se riesci a selezionare e raggruppare gli obiettivi facendoli diventare un unico obiettivo, meglio. Ti regalerà una grande chiarezza.

2. Come puoi raggiungerlo, un passo alla volta:

⭐ Una volta che hai individuato il prossimo punto di arrivo che ti dai, quello che puoi fare è ragionare su quali sono i passi che possono portarti più vicina.
Cosa puoi fare per raggiungere l’obiettivo professionale che ti sei data?

Questo non è il momento di pensare a tutto insieme e farti sopraffare dall’ansia al solo pensiero delle azioni per realizzare il tuo obiettivo.

Pensa con calma ad un passo alla volta, un’attività dopo l’altra. Quello su cui stiamo riflettendo in questo momento sono delle azioni graduali.


A questo punto può anche essere utile pensare a chi e che cosa può aiutarti. Una professionista non può fare tutto da sola.

Se oltre a pensarle, inizi a scrivere su un foglio le azioni che ti vengono in mente e poi le metti in ordine, sarai sempre più vicina ad un piano da seguire. Ti sarà utilissimo, ti assicuro.

3. Seleziona l’essenziale:

⭐ Superata la paura del primo momento, quando sarai riuscita a chiarire a te stessa il prossimo obiettivo che desideri raggiungere è molto probabile che scatti una fase di grande entusiasmo e creatività.

Le idee di possibili attività, collaborazioni, progetti fioccheranno nella tua mente. Va benissimo vivere anche questa fase.

Ad un certo punto quello che può servire è uno sguardo molto realistico su ciò che è effettivamente realizzabile. Quindi per finire ti invito a valutare e a selezionare solo le azioni che puoi attivare in un tempo e con delle energie realistiche.


Taglia e seleziona, riduci all’essenziale. Ogni grande progetto deve essere innanzitutto sostenibile.

Ecco per te il template da scaricare Riparti da qui.
Scaricalo cliccando sull’immagine qui a sinistra.

Puoi compilarlo man mano che leggi l’articolo, ti aiuterà a seguire meglio ogni passo.

Ti auguro una ripartenza serena e soddisfacente.

Da qualche anno si è fatta strada la convinzione che basta aprire un profilo sui social per diventare influencer o imprenditrici di successo. La percezione generale è che sia una cosa parecchio facile, alla portata di tutti.

Forse anche per questo motivo tra le primissime azioni di chi si mette in proprio c’è sempre quella di aprire un profilo sui social. 

Se stai pensando di lavorare anche da sola o hai iniziato da poco, io invece vorrei dirti: non partire dai social.


Perché dico questo? Perché ci sono tanti ragionamenti e valutazioni da fare, prima di arrivare a presentarsi online, anche sui social network.

Ti faccio qualche esempio? Andrebbe fatta innanzitutto una valutazione realistica sulla sostenibilità della tua attività, sulla tua idea di business, sul mercato di riferimento (sì, sto parlando del temutissimo business plan).
Bisognerebbe avere abbastanza chiari da subito il tempo e le risorse (risorse di ogni tipo: economiche, collaborative, familiari, mentali etc.) che avrai a tua disposizione una volta aperta l’attività.
E ancora, servirebbe un’analisi attenta sulle persone a cui vuoi rivolgerti (puoi chiamarle come vuoi: nicchia, target, pubblico) e un lavoro preliminare su come scegli di presentare quelle tue caratteristiche che possono distinguerti (in termini tecnici questo si chiama posizionamento).

Senza questo lavoro alla base, aprire una pagina social difficilmente potrà portarti da qualche parte. Finirà per succhiarti tempo ed energie ma non ti darà i risultati che desideri.

Costanza al computer

Cosa puoi fare allora, per iniziare con il piede giusto?

1.Pensa a come puoi distinguerti:

Io partirei da una riflessione approfondita su di te, su chi sei oggi e chi vuoi diventare, sul valore che sai portare e su quello che senti di voler condividere con gli altri. In altre parole, ti consiglio di iniziare a lavorare al tuo brand personale.

Conoscerti e prendere consapevolezza di ciò che ti guida, dei valori su cui intendi fondare il tuo lavoro, delle tue caratteristiche peculiari è l’unica strada che può portare anche gli altri a conoscerti e a riconoscerti, per fidarsi di te. Solo così potrai anche trovare il tuo stile personale di comunicazione, che ti faccia sentire bene e libera di esprimerti e ti rendere unica e riconoscibile.

Puoi trovare qualche spunto utile in questi articoli:
Prima scopri chi sei, poi comunichi: in questo articolo ti invito alla ricerca di una chiarezza interiore, semplice e cristallina, perché la comunicazione è un po’ come l’acqua: deve rifletterti e se non è chiara e limpida innanzitutto per te, non potrà mai esserlo per gli altri.

Da dove puoi iniziare a creare il tuo brand: qui ti racconto che cos’è e perché è così importante creare il tuo brand.

2.A chi desideri rivolgerti:

La seconda azione che mi sento di consigliarti è uno studio approfondito sul gruppo di persone a cui ti rivolgi.

Prenditi del tempo e fai una bella ricerca dal vivo e online. Puoi prepararti qualche domanda da fare sia a persone che conosci che ti sembrano in linea con il pubblico a cui vuoi parlare, sia a persone che appartengono ai tuoi gruppi di riferimento in rete.

Cerca di fare delle domande abbastanza aperte, che permettano all’interlocutore di parlare liberamente e a te di ascoltare davvero ciò che ha da dire, senza guidarlo o anticiparlo. Questo perché spesso siamo convinte di conoscere il gruppo a cui parliamo ma se lasciamo davvero libere le persone di dire la loro, ci apriamo l’opportunità di fare scoperte inaspettate e utili per il nostro lavoro.

Sulla base di questo studio iniziale, infatti, saprai molto meglio che cosa pensano (del tuo lavoro) e che bisogni hanno realmente (relativi al tuo settore). Ecco che così saprai anche di che cosa parlare quando inizierai a comunicare online.

3.Dove puoi farti trovare:

Come terzo e ultimo passo ti invito a identificare i contatti e  i luoghi (fisici e virtuali) dove farti trovare dalle “tue” persone.

Cosa potresti fare? Un ragionamento a tutto tondo sui punti di contatto che hai con le persone a cui vuoi arrivare

Chiediti se hai già dei contatti con persone che fanno parte del tuo pubblico e in questo caso riprendi i contatti e presentati come professionista.
Oppure pensa a quali potrebbero essere i contatti intermedi tra te e il tuo pubblico di riferimento, ad esempio contatta persone che conosci che sono già in quel settore specifico o che sai che conoscono qualcun altro che ci ha a che fare.

Poi prendi in considerazione i luoghi del territorio intorno a te, non dimentichiamoci che esistono ancora dei luoghi fisici che vengono frequentati dalle persone a cui vogliamo arrivare. Chiediti quali potrebbero essere i posti dove i tuoi clienti ideali vanno, passano, interagiscono. Parti a presentarti dai luoghi più vicini a te e arriva a quelli più lontani.

Solo alla fine di questo ragionamento, considera anche i punti di contatto online con le tue persone.
In quali ambienti virtuali sono presenti le persone a cui vuoi comunicare? Hai già dei contatti in quegli ambienti? Come puoi presentarti e farti conoscere in quegli ambienti?

Quando avrai risposto a queste domande, avrai anche la risposta su quali social è il caso che tu presidi in modo professionale: quelli in cui hai già comprovato la presenza delle persone che ti interessano.

Ecco che a questo punto, dopo queste prime 3 azioni, avrà molto più senso ed efficacia aprire i tuoi canali social.

Stare sui social senza una base strutturata e una strategia, purtroppo, non può condurti da nessuna parte. Essere sui social per riversarci quello che pensiamo o quello che facciamo, senza criterio o piano alcuno, attirerà forse le persone curiose ma difficilmente saranno le clienti potenziali con cui ci piacerebbe lavorare.

Essere invece su alcuni social selezionati (perché si è appurato prima che quelli sono i luoghi virtuali dove ci sono anche le persone a cui vogliamo parlare) e farlo con una presenza professionale e una comunicazione studiata (perché ci si è informate prima su quali sono gli interessi e i bisogni del gruppo di riferimento) fa tutta la differenza.

Quando ho deciso di dedicarmi alla comunicazione per le professioniste della maternità (doule, ostetriche, insegnanti di massaggio neonatale, educatrici, insegnanti di yoga in gravidanza etc.) la prima cosa che ho fatto è stata fare ricerca e individuare un modo per chiedere direttamente a loro che cosa desiderano raggiungere e quali difficoltà sentono nella loro comunicazione

Avendo già collaborato con alcune doule, educatrici perinatali e insegnanti di massaggio, sapevo che il loro modo di comunicare è peculiare: non è urlato ma sussurrato, non è esclusivo ma accogliente, non è deciso ma è delicato.
Ho sentito allora il bisogno di calibrare e rimettere a punto le mie consulenze in comunicazione in modo che rispondessero esattamente alle loro necessità.

Per riuscire a mettermi davvero in ascolto delle loro esigenze quando si parla di comunicazione, ho preparato un questionario pensato apposta per dare la parola alle professioniste che accompagnano le mamme durante la gravidanza e nei primi periodi dopo il parto.

In questo articolo ti racconto un po’ che cosa ho scoperto.

Le cose che abbiamo in comune: il desiderio di crescita professionale e di fare rete

Per iniziare ho avuto la conferma dei tanti tratti che abbiamo in comune: come la propensione a prenderci cura degli altri, l’istinto ad accompagnare e supportare altre donne, la curiosità e la voglia di apprendere sempre cose nuove, il rispetto e il non giudizio come valori fondanti sui quali costruire qualsiasi relazione personale e professionale. 

É stato bello notare una generale voglia di crescita, sia in termini di numeri di mamme da raggiungere e da supportare con i propri servizi, sia in termini di crescita professionale. Tra le aspirazioni espresse nel questionario per questo 2023 infatti ho letto spesso la partecipazione a nuovi corsi di specializzazione.

Ho trovato anche interessante che nei desideri di quasi tutte le professioniste della maternità che hanno risposto al questionario ci siano le collaborazioni con altre professioniste, la volontà di fare rete e di vedere più riconosciuta in particolare la figura della doula

La comunicazione è importante

Dalle risposte al questionario è emerso che per le doule, le educatrici perinatali e le insegnanti di massaggio, la comunicazione della propria professione è un fattore di primaria importanza, per far conoscere i propri servizi a più persone possibili e rendere la propria attività sostenibile economicamente.

Infatti, quando ho chiesto loro di indicarmi 3 desideri per quest’anno di business, quasi tutte hanno espresso la volontà di avere “una buona comunicazione” e “una comunicazione efficace”. É ben chiaro quindi che la comunicazione è uno strumento essenziale per un business che funzioni.

Se da una parte la comunicazione è sentita come una priorità per supportare l’avvio e la crescita della libera professione, dall’altra non è così chiaro a che cosa può servire nello specifico. La comunicazione online è intesa per lo più come presenza sui social e in poche hanno molta dimestichezza con i mezzi (instagram, grafica, youtube, video, reel etc.) e con i loro obiettivi.

Gli aspetti della comunicazione che desiderano migliorare

Entrando ancor più nello specifico della comunicazione, gli aspetti che le professioniste della maternità vorrebbero migliorare di più sono:

– la propria presentazione professionale, anche a livello visivo-grafico

la decisione di che cosa dire e come dirlo, individuando tematiche coinvolgenti e mantenendo una regolarità nella frequenza delle proprie pubblicazioni

– la scelta dei canali dove essere presenti,

l’utilizzo dei social in generale e in particolare soprattutto di instagram, che è percepito come il social più utilizzato dalle mamme e dalle altre libere professioniste

Vedo perciò una grande volontà di presentarsi al meglio e di trovare un canale di comunicazione autentica e personale con le mamme.

Le difficoltà nella comunicazione che le professioniste della maternità incontrano più spesso si possono raggruppare in due grandi categorie:

– il non sapere cosa dire, che nasce dal timore di disturbare le persone a cui ci rivolgiamo, dalla paura di essere fraintese in un momento delicato come quello della gravidanza e del parto e, non ultimo, può nascere da una forma di insicurezza legata all’utilizzo della tecnologia. 

– la mancanza di tempo per studiare e gestire la propria comunicazione, caratteristica che accomuna un po’ tutte le libere professioniste che si trovano a dover gestire tante altre attività oltre alla loro specializzazione “principale” e che spesso si somma alla cura e alla gestione della famiglia con bambini piccoli.

Sei una professionista della maternità? Vuoi aiutarmi a capire come supportare meglio le professioniste che si prendono cura delle donne nel delicato momento del pre e post partum come te? Il questionario è ancora aperto! Puoi compilarlo qui.
Per ringraziarti del tempo che mi dedicherai, avrai in regalo una call gratuita di mezz’ora con me, nella quale metteremo a fuoco cosa potrebbe aiutarti a comunicare con più costanza ed efficacia.