“Bello ripartire…ma, in concreto, da dove posso ricominciare con la mia comunicazione professionale”?

Le vacanze, ahimè, sono finite e tu non vedi l’ora di avere del tempo di qualità per occuparti a pieno della tua attività personale che ti permette di avvicinarti alle mamme e di supportarle.

Quando ci pensi però senti salire anche dei dubbi e una grande domanda si affaccia: da dove posso riprendere a comunicare? Pubblico facendo finta che la pausa non ci sia stata? Devo pubblicare di più, di meno, quanto?

Capisco bene che da una parte ci sia la voglia di tornare a comunicare online con le mamme e dall’altra salga anche un po’ di ansia portatrice di innumerevoli dubbi.

Leggi questo articolo per ripartire insieme a me, scrollandoti di dosso l’ansia e in 3 piccoli step.
Alla fine dell’articolo troverai anche il template Riparti da qui: un documento da scaricare che potrai compilare man mano seguendo i miei consigli.

Premessa: ti sconsiglio di partire in quarta scrivendo post o registrando video un po’ a caso, solo per riempire con qualche contenuto le tue pagine social.

Perché te lo sconsiglio? Perché non è quello che serve a te, perché non ti darebbe soddisfazione e ogni giorno al pensiero della comunicazione “da riempire” ti verrebbe male. Soprattutto non è quello che serve alle mamme che ti seguono. Loro beneficeranno della tua presenza online se questa sarà serena, autentica, ricca di valore. Non è forse esattamente la stessa cosa anche offline?

Ti guido allora in 3 piccoli passi per ripartire in maniera ragionata e sostenibile.

1. Qual è il tuo obiettivo? 

⭐ Quando ti senti pronta per ricominciare davvero, usa il tempo che hai a disposizione per ascoltarti, per pensare, per capire. Senza produrre niente di concreto.

La tua comunicazione è uno strumento magnifico che può e dovrebbe portarti da qualche parte. Se vuoi puoi pensare alla tua comunicazione come a un magnifico veliero, capace di solcare le onde e condurti più vicina alle mamme a cui ti rivolgi.

Chiediti: dove vuoi arrivare?

Parti da quello che desideri, come professionista della maternità, e dagli obiettivi che ti poni.

Se riesci a selezionare e raggruppare gli obiettivi facendoli diventare un unico obiettivo, meglio. Ti regalerà una grande chiarezza.

2. Come puoi raggiungerlo, un passo alla volta:

⭐ Una volta che hai individuato il prossimo punto di arrivo che ti dai, quello che puoi fare è ragionare su quali sono i passi che possono portarti più vicina.
Cosa puoi fare per raggiungere l’obiettivo professionale che ti sei data?

Questo non è il momento di pensare a tutto insieme e farti sopraffare dall’ansia al solo pensiero delle azioni per realizzare il tuo obiettivo.

Pensa con calma ad un passo alla volta, un’attività dopo l’altra. Quello su cui stiamo riflettendo in questo momento sono delle azioni graduali.


A questo punto può anche essere utile pensare a chi e che cosa può aiutarti. Una professionista non può fare tutto da sola.

Se oltre a pensarle, inizi a scrivere su un foglio le azioni che ti vengono in mente e poi le metti in ordine, sarai sempre più vicina ad un piano da seguire. Ti sarà utilissimo, ti assicuro.

3. Seleziona l’essenziale:

⭐ Superata la paura del primo momento, quando sarai riuscita a chiarire a te stessa il prossimo obiettivo che desideri raggiungere è molto probabile che scatti una fase di grande entusiasmo e creatività.

Le idee di possibili attività, collaborazioni, progetti fioccheranno nella tua mente. Va benissimo vivere anche questa fase.

Ad un certo punto quello che può servire è uno sguardo molto realistico su ciò che è effettivamente realizzabile. Quindi per finire ti invito a valutare e a selezionare solo le azioni che puoi attivare in un tempo e con delle energie realistiche.


Taglia e seleziona, riduci all’essenziale. Ogni grande progetto deve essere innanzitutto sostenibile.

Ecco per te il template da scaricare Riparti da qui.
Scaricalo cliccando sull’immagine qui a sinistra.

Puoi compilarlo man mano che leggi l’articolo, ti aiuterà a seguire meglio ogni passo.

Ti auguro una ripartenza serena e soddisfacente.

In questo articolo vorrei parlarti di quanto è importante essere consapevoli di chi siamo, come persone e come professioniste, per riuscire a sentirci più sicure nel momento in cui comunichiamo con le mamme e i papà.

Il punto di partenza, in ogni mia consulenza di comunicazione, infatti parte dalla risposta ad una domanda all’apparenza molto semplice: “Tu chi sei, come professionista?”.
La riflessione che nasce e che si sviluppa da qui, dopo un lavoro approfondito ti conduce a dare una risposta chiara, semplice e autentica. Solo quando sai esattamente chi sei e quale valore puoi portare, puoi comunicarlo anche agli altri.

Andiamo a vedere che cosa puoi fare per iniziare la ricerca della tua risposta personale a quella grande domanda.

1. Escludi tutto ciò che non sei

Quando si tratta di parlare di noi, raccontarci, presentarci, non è mai facile. É complicato per molti motivi diversi: ad esempio perché la nostra personalità non è granitica ma è in continua evoluzione quindi potremmo avere attitudini e umori molto diversi tra loro, nel tempo, e poi perché significa esporci per come siamo quindi rischiare anche di non piacere a tutti (piccolo spoiler: sarà così. a qualcuno piacerai tanto e a qualcuno no, è naturale e va benissimo),

Un consiglio con un’azione facile da fare per uscire dall’imbarazzo della tua presentazione:

Se ti senti bloccata e non riesci a descrivere bene chi sei, prova a partire da tutto ciò che non sei. Fai il ragionamento opposto e prova a rispondere alla domanda: “Chi non sei e non sarai mai nella tua vita? Quali caratteristiche non sono proprio da te?”
Partendo da tutto ciò che non sei, procedendo gradualmente per esclusione, man mano si delineerà anche un’idea più chiara, per contrasto, delle peculiarità che ti descrivono meglio.
Prendi un foglio e dividilo a metà; da una parte scrivi “Tutto quello che non sei”. Man mano che la compili, ti verrà naturale iniziare a scrivere anche “quello che invece sei”. Ti starai così avvicinando alla tua presentazione personale: eccoti qui, tu sei questa qui.

2. Riconosci i tuoi punti più luminosi

Se sei come me, sarai molto brava a vedere e sottolineare i tuoi limiti e molto meno preparata a valorizzare i tuoi punti di forza. Di difetti te ne posso elencare subito una sfilza, per parlarti dei miei pregi ci metto molto di più.
Ecco, anche individuare i propri punti di forza non è un’azione così scontata o che viene spontanea a tutti. Ma è una riflessione che dobbiamo fare sia se siamo all’inizio della nostra attività in proprio sia se stiamo portando avanti il nostro progetto personale da un po’.

Prendere coscienza di quali sono le nostre caratteristiche più apprezzate come professioniste è un passaggio fondamentale da fare, perché ci renderà più consapevoli e sicure nella pratica e perché a livello strategico sapremo a cosa dare più spazio nel momento in cui ci presentiamo o parliamo con una mamma.

Un consiglio con un’azione facile da fare per individuare i tuoi punti più luminosi:

Se ti risulta difficile trovare quali sono quelle caratteristiche peculiari che ti rendono brava nel tuo lavoro e ti distinguono dalle altre professioniste, chiedi agli altri.
Chiedi alle persone che conosci e di cui ti fidi, possono essere familiari p amici, meglio se colleghe o persone con le quali hai lavorato perché ti conoscono nell’ambito professionale, che in questo caso è quello che ci interessa di più. Chiedi a loro quali sono gli aspetti del tuo modo di lavorare che spiccano di più, quali sono secondo loro i più efficaci, quali sono le caratteristiche che ti distinguono dalle professioniste che fanno il tuo stesso lavoro.


3. Fatti conoscere

Ci vuole un po’ di coraggio per esternare il nostro pensiero, la nostra quotidianità professionale o le nostre passioni, eppure sono proprio questi aspetti legati alla nostra personalità che guidano le mamme a seguirci e a sceglierci come professioniste (ostetriche, doule, osteopate, educatrici etc.)

Un consiglio con un’azione facile da fare per iniziare a farti conoscere anche come persona e non solo come professionista:

Vai a ripensare a un tuo interesse, un tuo passatempo, una tua passione, anche slegati dalla tua professione ma comunque in linea con i tuoi valori e con l’immagine professionale che vuoi dare di te, di cui ti piacerebbe e di cui ti senti di parlare con chi ti segue. Selezionane solo uno, per cominciare.
Chiediti come potrebbe essere recepita dalle mamme a cui ti rivolgi quella caratteristica, quel tuo particolare hobby o interesse,

Potrebbe riuscire a raccontare qualcosa di te, molto più velocemente di tanti post e racconti sul tema? Potrebbe incuriosirle e intrattenerle? Potrebbe essere qualcosa che vi accomuna?
Se la risposta a una di queste domande è sì, hai trovato un argomento personale che ti distingue e ti appassiona, di cui non hai timore di parlare, e che puoi inserire subito nella comunicazione regolare con le “tue mamme”.




Percorso gratuito via email per trovare la tua unicità e comunicarla:

Se ti ho fatto venire voglia di comunicare chi sei, puoi anche seguire il Percorso gratuito per le professioniste della maternità: Trova la tua unicità e saprai sempre cosa scrivere. Puoi iscriverti quando vuoi e per 5 giorni riceverai un’email al giorno nella quale ti accompagno alla ricerca dei temi cardine della tua comunicazione da professionista. Seguendo il percorso riceverai la mia guida (in formato di testo e di video) e i template che puoi scaricare per fare gli esercizi in autonomia.

Alla fine del percorso gratuito avrai individuato i 5 temi personali che ti distinguono e ti sentirai più convinta e sicura nella tua comunicazione professionale.

Da qualche anno si è fatta strada la convinzione che basta aprire un profilo sui social per diventare influencer o imprenditrici di successo. La percezione generale è che sia una cosa parecchio facile, alla portata di tutti.

Forse anche per questo motivo tra le primissime azioni di chi si mette in proprio c’è sempre quella di aprire un profilo sui social. 

Se stai pensando di lavorare anche da sola o hai iniziato da poco, io invece vorrei dirti: non partire dai social.


Perché dico questo? Perché ci sono tanti ragionamenti e valutazioni da fare, prima di arrivare a presentarsi online, anche sui social network.

Ti faccio qualche esempio? Andrebbe fatta innanzitutto una valutazione realistica sulla sostenibilità della tua attività, sulla tua idea di business, sul mercato di riferimento (sì, sto parlando del temutissimo business plan).
Bisognerebbe avere abbastanza chiari da subito il tempo e le risorse (risorse di ogni tipo: economiche, collaborative, familiari, mentali etc.) che avrai a tua disposizione una volta aperta l’attività.
E ancora, servirebbe un’analisi attenta sulle persone a cui vuoi rivolgerti (puoi chiamarle come vuoi: nicchia, target, pubblico) e un lavoro preliminare su come scegli di presentare quelle tue caratteristiche che possono distinguerti (in termini tecnici questo si chiama posizionamento).

Senza questo lavoro alla base, aprire una pagina social difficilmente potrà portarti da qualche parte. Finirà per succhiarti tempo ed energie ma non ti darà i risultati che desideri.

Costanza al computer

Cosa puoi fare allora, per iniziare con il piede giusto?

1.Pensa a come puoi distinguerti:

Io partirei da una riflessione approfondita su di te, su chi sei oggi e chi vuoi diventare, sul valore che sai portare e su quello che senti di voler condividere con gli altri. In altre parole, ti consiglio di iniziare a lavorare al tuo brand personale.

Conoscerti e prendere consapevolezza di ciò che ti guida, dei valori su cui intendi fondare il tuo lavoro, delle tue caratteristiche peculiari è l’unica strada che può portare anche gli altri a conoscerti e a riconoscerti, per fidarsi di te. Solo così potrai anche trovare il tuo stile personale di comunicazione, che ti faccia sentire bene e libera di esprimerti e ti rendere unica e riconoscibile.

Puoi trovare qualche spunto utile in questi articoli:
Prima scopri chi sei, poi comunichi: in questo articolo ti invito alla ricerca di una chiarezza interiore, semplice e cristallina, perché la comunicazione è un po’ come l’acqua: deve rifletterti e se non è chiara e limpida innanzitutto per te, non potrà mai esserlo per gli altri.

Da dove puoi iniziare a creare il tuo brand: qui ti racconto che cos’è e perché è così importante creare il tuo brand.

2.A chi desideri rivolgerti:

La seconda azione che mi sento di consigliarti è uno studio approfondito sul gruppo di persone a cui ti rivolgi.

Prenditi del tempo e fai una bella ricerca dal vivo e online. Puoi prepararti qualche domanda da fare sia a persone che conosci che ti sembrano in linea con il pubblico a cui vuoi parlare, sia a persone che appartengono ai tuoi gruppi di riferimento in rete.

Cerca di fare delle domande abbastanza aperte, che permettano all’interlocutore di parlare liberamente e a te di ascoltare davvero ciò che ha da dire, senza guidarlo o anticiparlo. Questo perché spesso siamo convinte di conoscere il gruppo a cui parliamo ma se lasciamo davvero libere le persone di dire la loro, ci apriamo l’opportunità di fare scoperte inaspettate e utili per il nostro lavoro.

Sulla base di questo studio iniziale, infatti, saprai molto meglio che cosa pensano (del tuo lavoro) e che bisogni hanno realmente (relativi al tuo settore). Ecco che così saprai anche di che cosa parlare quando inizierai a comunicare online.

3.Dove puoi farti trovare:

Come terzo e ultimo passo ti invito a identificare i contatti e  i luoghi (fisici e virtuali) dove farti trovare dalle “tue” persone.

Cosa potresti fare? Un ragionamento a tutto tondo sui punti di contatto che hai con le persone a cui vuoi arrivare

Chiediti se hai già dei contatti con persone che fanno parte del tuo pubblico e in questo caso riprendi i contatti e presentati come professionista.
Oppure pensa a quali potrebbero essere i contatti intermedi tra te e il tuo pubblico di riferimento, ad esempio contatta persone che conosci che sono già in quel settore specifico o che sai che conoscono qualcun altro che ci ha a che fare.

Poi prendi in considerazione i luoghi del territorio intorno a te, non dimentichiamoci che esistono ancora dei luoghi fisici che vengono frequentati dalle persone a cui vogliamo arrivare. Chiediti quali potrebbero essere i posti dove i tuoi clienti ideali vanno, passano, interagiscono. Parti a presentarti dai luoghi più vicini a te e arriva a quelli più lontani.

Solo alla fine di questo ragionamento, considera anche i punti di contatto online con le tue persone.
In quali ambienti virtuali sono presenti le persone a cui vuoi comunicare? Hai già dei contatti in quegli ambienti? Come puoi presentarti e farti conoscere in quegli ambienti?

Quando avrai risposto a queste domande, avrai anche la risposta su quali social è il caso che tu presidi in modo professionale: quelli in cui hai già comprovato la presenza delle persone che ti interessano.

Ecco che a questo punto, dopo queste prime 3 azioni, avrà molto più senso ed efficacia aprire i tuoi canali social.

Stare sui social senza una base strutturata e una strategia, purtroppo, non può condurti da nessuna parte. Essere sui social per riversarci quello che pensiamo o quello che facciamo, senza criterio o piano alcuno, attirerà forse le persone curiose ma difficilmente saranno le clienti potenziali con cui ci piacerebbe lavorare.

Essere invece su alcuni social selezionati (perché si è appurato prima che quelli sono i luoghi virtuali dove ci sono anche le persone a cui vogliamo parlare) e farlo con una presenza professionale e una comunicazione studiata (perché ci si è informate prima su quali sono gli interessi e i bisogni del gruppo di riferimento) fa tutta la differenza.

Quando ho deciso di dedicarmi alla comunicazione per le professioniste della maternità (doule, ostetriche, insegnanti di massaggio neonatale, educatrici, insegnanti di yoga in gravidanza etc.) la prima cosa che ho fatto è stata fare ricerca e individuare un modo per chiedere direttamente a loro che cosa desiderano raggiungere e quali difficoltà sentono nella loro comunicazione

Avendo già collaborato con alcune doule, educatrici perinatali e insegnanti di massaggio, sapevo che il loro modo di comunicare è peculiare: non è urlato ma sussurrato, non è esclusivo ma accogliente, non è deciso ma è delicato.
Ho sentito allora il bisogno di calibrare e rimettere a punto le mie consulenze in comunicazione in modo che rispondessero esattamente alle loro necessità.

Per riuscire a mettermi davvero in ascolto delle loro esigenze quando si parla di comunicazione, ho preparato un questionario pensato apposta per dare la parola alle professioniste che accompagnano le mamme durante la gravidanza e nei primi periodi dopo il parto.

In questo articolo ti racconto un po’ che cosa ho scoperto.

Le cose che abbiamo in comune: il desiderio di crescita professionale e di fare rete

Per iniziare ho avuto la conferma dei tanti tratti che abbiamo in comune: come la propensione a prenderci cura degli altri, l’istinto ad accompagnare e supportare altre donne, la curiosità e la voglia di apprendere sempre cose nuove, il rispetto e il non giudizio come valori fondanti sui quali costruire qualsiasi relazione personale e professionale. 

É stato bello notare una generale voglia di crescita, sia in termini di numeri di mamme da raggiungere e da supportare con i propri servizi, sia in termini di crescita professionale. Tra le aspirazioni espresse nel questionario per questo 2023 infatti ho letto spesso la partecipazione a nuovi corsi di specializzazione.

Ho trovato anche interessante che nei desideri di quasi tutte le professioniste della maternità che hanno risposto al questionario ci siano le collaborazioni con altre professioniste, la volontà di fare rete e di vedere più riconosciuta in particolare la figura della doula

La comunicazione è importante

Dalle risposte al questionario è emerso che per le doule, le educatrici perinatali e le insegnanti di massaggio, la comunicazione della propria professione è un fattore di primaria importanza, per far conoscere i propri servizi a più persone possibili e rendere la propria attività sostenibile economicamente.

Infatti, quando ho chiesto loro di indicarmi 3 desideri per quest’anno di business, quasi tutte hanno espresso la volontà di avere “una buona comunicazione” e “una comunicazione efficace”. É ben chiaro quindi che la comunicazione è uno strumento essenziale per un business che funzioni.

Se da una parte la comunicazione è sentita come una priorità per supportare l’avvio e la crescita della libera professione, dall’altra non è così chiaro a che cosa può servire nello specifico. La comunicazione online è intesa per lo più come presenza sui social e in poche hanno molta dimestichezza con i mezzi (instagram, grafica, youtube, video, reel etc.) e con i loro obiettivi.

Gli aspetti della comunicazione che desiderano migliorare

Entrando ancor più nello specifico della comunicazione, gli aspetti che le professioniste della maternità vorrebbero migliorare di più sono:

– la propria presentazione professionale, anche a livello visivo-grafico

la decisione di che cosa dire e come dirlo, individuando tematiche coinvolgenti e mantenendo una regolarità nella frequenza delle proprie pubblicazioni

– la scelta dei canali dove essere presenti,

l’utilizzo dei social in generale e in particolare soprattutto di instagram, che è percepito come il social più utilizzato dalle mamme e dalle altre libere professioniste

Vedo perciò una grande volontà di presentarsi al meglio e di trovare un canale di comunicazione autentica e personale con le mamme.

Le difficoltà nella comunicazione che le professioniste della maternità incontrano più spesso si possono raggruppare in due grandi categorie:

– il non sapere cosa dire, che nasce dal timore di disturbare le persone a cui ci rivolgiamo, dalla paura di essere fraintese in un momento delicato come quello della gravidanza e del parto e, non ultimo, può nascere da una forma di insicurezza legata all’utilizzo della tecnologia. 

– la mancanza di tempo per studiare e gestire la propria comunicazione, caratteristica che accomuna un po’ tutte le libere professioniste che si trovano a dover gestire tante altre attività oltre alla loro specializzazione “principale” e che spesso si somma alla cura e alla gestione della famiglia con bambini piccoli.

Sei una professionista della maternità? Vuoi aiutarmi a capire come supportare meglio le professioniste che si prendono cura delle donne nel delicato momento del pre e post partum come te? Il questionario è ancora aperto! Puoi compilarlo qui.
Per ringraziarti del tempo che mi dedicherai, avrai in regalo una call gratuita di mezz’ora con me, nella quale metteremo a fuoco cosa potrebbe aiutarti a comunicare con più costanza ed efficacia.

Per una professionista della maternità non è facile comunicare con passione e regolarità.

Nel momento in cui raccogli le idee per la tua comunicazione o ti senti ispirata a scrivere un post potrebbero facilmente passarti per la mente queste domande:

E adesso cosa scrivo?

Come faccio ad avere sempre nuove idee per non risultare noiosa?

Come posso parlare alle mamme senza ripetermi?

Leggi questo articolo in cui ti dò 3 consigli davvero utili per trovare sempre nuove idee su cosa scrivere sui tuoi social e mantenere la relazione con le mamme che ti seguono.

idee per i tuoi contenuti

Comunicare è come andare a costruire un ponte che ti colleghi (come doula, ostetrica, consulente del sonno etc.) alle persone a cui vuoi arrivare

Ogni lato di questo ponte immaginario è un piccolo tesoro, ricco di spunti per i messaggi che puoi inviare. Da una parte ci sei tu, con la tua professionalità, la tua crescita professionale, la tua etica, la tua storia, e all’altro capo ci sono le mamme con le quali desideri condividere il valore del tuo lavoro.

Vediamo adesso dove puoi trovare nuove idee per la tua comunicazione professionale.

1) Inizia da te, dalle tue esperienze quotidiane e dal percorso professionale che hai fatto fino a qui:

Inizio con una buona notizia per te. Per trovare nuove idee su argomenti di cui parlare non ti serve andare molto lontano.

Ripensa a quello che vivi ogni giorno.

É dalla routine e dai gesti quotidiani che possono arrivarti esempi molto concreti e molto facili da capire, anche per le mamme che ti seguono.


Non devi trasformarti in un’enciclopedia o fare una ricerca da qui alla Luna! Potresti ad esempio partire da un aneddoto personale, da un piccolo fatto quotidiano che ti è capitato, per spiegare in modo semplice informazioni e concetti che riguardano il tuo lavoro. Immedesimandosi in quello che racconti, le mamme che leggeranno si ritroveranno nelle situazioni di cui parli perché potenzialmente potrebbero viverle anche loro. Parti da un fatto anche molto semplice, basta che sia utile a passare un messaggio importante per te.

Valorizza il percorso unico e personale che hai fatto tu per diventare la professionista che sei oggi,

Ecco un altro consiglio sempre valido, senza dover andare a inventarti niente di nuovo,

Prova a ripensarci e a individuare uno trai i tanti momenti più significativi, o anche tra quelli più difficili o ancora quei momenti che ti hanno cambiata di più nel tuo percorso di donna, di professionista o di mamma.

Racconta come tu stessa sei riuscita a passare da un momento problematico alla soluzione di quel problema. Anche condividere le tappe di un cammino in comune aiuta le persone che ti leggono a sentirsi più partecipi e vicine.


2) Mettiti nei panni delle mamme a cui vorresti parlare di più:

Sono partita ricordandoti che in ogni comunicazione esistono sempre due poli: su una sponda ci sei tu e sull’altra le tue persone. La comunicazione è il ponte che vi mette in contatto e in connessione.

Cambia il tuo punto di vista, mettiti nei panni delle mamme.

Quello che ti invito a provare a fare è di attraversare il ponte della comunicazione e cambiare il tuo punto di osservazione sulla realtà.

Quando ti immedesimi nelle persone a cui ti rivolgi, puoi iniziare a chiederti cosa vedono, cosa sentono, di che cosa hanno bisogno, quale consiglio potrebbe davvero aiutarle. In poche parole, cambiando punto di vista inizieranno ad arrivarti anche tante nuove idee.

Prova a sintonizzarti sulle loro frequenze, indossare i loro panni, ripensare alle stesse cose da punti di vista che non hai ancora preso in considerazione.

Vai tu alla ricerca e cerca di capire meglio, rileggendo i messaggi che ti hanno inviato, facendo attenzione quando ti chiedono qualcosa, seguendole a tua volta sui canali social. Di cosa stanno parlando in questo periodo? Che emozioni traspaiono dai loro commenti?

Quando si rivolgono a te, cosa ti chiedono nei messaggi diretti? Quali sono le loro paure e i loro desideri più grandi?


3) Passa all’azione e chiedi alle mamme di che cosa sentono il bisogno e cosa può interessare loro:

Costanza scrive

Ti ho detto che nei messaggi e nelle parole delle mamme a cui ti rivolgi troverai sicuramente tanti indizi e tanti spunti per la tua comunicazione.

Puoi ripensare a quello che ti dicono più spesso o andare a rileggere i loro commenti e i loro messaggi passati. Cerca di capire quali sono i loro dubbi e le difficoltà che incontrano di più? E quali, al contrario, sono le cose che desiderano per loro e per i loro bambini?

Per convalidare la bontà di quello che hai pensato o letto nei messaggi passati, c’è solo un modo.

Chiedi in modo diretto alle mamme con cui stai lavorando questo momento di che cosa sentono il bisogno, di cosa sentono la mancanza, di che cosa avrebbero voglia di parlare o interesse di ascoltare.

Ci sono tanti modo in cui puoi rivolgerti direttamente alle mamme, senza disturbarle.

– Puoi preparare un questionario breve (su Google Moduli non è difficile). Poi invii il questionario alle mamme con cui hai già lavorato o con cui percepisci un buon feeling, magari pensando anche a un regalo da offrire in cambio del loro tempo.

– Puoi proporre quiz, fare domande dirette o sondaggi anche nelle tue Storie Instagram. Ricorda di segnarti da qualche parte i risultati delle varie domande e sondaggi per non dimenticarteli!

– Oppure se hai una newsletter puoi inserire un sondaggio al suo interno e invitare chi legge a compilarlo per aiutarti a selezionare argomenti davvero interessanti.


Ti consiglio di scegliere uno di questi semplici modi per chiedere, naturalmente in modo gentile e pacato, alle mamme che cosa vorrebbero loro,

Se lo farai raggiungerai un doppio risultato: da una parte manderai il chiaro messaggio di voler davvero metterti in ascolto delle esigenze delle mamme a cui ti rivolgi, instaurando un dialogo autentico, e dall’altra potrai essere sicura che i tuoi prossimi post incontreranno il loro reale interesse.

Se hai voglia di fare il pieno di nuove idee, non ti resta che metterti all’opera. Fammi sapere com’è andata!

CHEK LIST: COSA SCRIVERE

Ho preparato per te una check list con questi 3 consigli, scaricala qui:

Per non dimenticarti questi 3 modi per sapere sempre cosa scrivere, puoi scaricare la check list.



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